26 agosto 2026

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Truffe e sicurezza

Truffa della voce clonata: come funziona, come riconoscerla e cosa fare

Ti chiama un familiare in difficoltà e chiede soldi subito. La voce è la sua, ma non è lui: è stata copiata da un video sui social. Come funziona la truffa, i segnali che la smascherano e cosa fare se è già successo.

Di Gianluca Pubblicato il 26 agosto 2026 Lettura: 4 minuti

Il telefono suona. Dall'altra parte c'è la voce di tuo figlio, o di tuo nipote. È agitato, parla in fretta. Ha avuto un incidente, o è nei guai, e ha bisogno di soldi adesso. Ti chiede di non dire niente agli altri.

La voce è la sua. Il tono è il suo. Ed è proprio questo che rende la truffa così efficace: non stai sentendo un imitatore, stai sentendo una copia costruita al computer partendo da una registrazione vera.

Come fanno a copiare una voce

Bastano pochi secondi di audio. Un video pubblicato su Facebook, una storia su Instagram, un messaggio vocale girato a qualcun altro: da lì i programmi di sintesi vocale ricostruiscono il timbro e gli fanno dire qualsiasi frase.

Non serve essere esperti e non serve attrezzatura particolare. È il motivo per cui questa truffa si è diffusa in fretta: prima bisognava saper recitare, oggi basta un file audio.

Da ricordare

Riconoscere la voce di una persona non è più una prova che quella persona sia davvero dall'altra parte del telefono. È la regola nuova, e vale per tutti: non c'entra l'età, non c'entra essere pratici di tecnologia.

Il numero sul display non fa fede

C'è un secondo inganno che spesso si aggiunge al primo. Con una tecnica chiamata spoofing, chi chiama può far comparire sul tuo telefono un numero che non è il suo: quello di un familiare che hai in rubrica, quello della banca, in certi casi persino quello di un ufficio di polizia.

La Polizia Postale ha diffuso più di un avviso su questo punto. Quindi vale la stessa regola della voce: il numero che vedi non dimostra chi ti sta chiamando.

I tre segnali che la smascherano

La voce non la puoi verificare a orecchio. Ma la truffa ha sempre la stessa struttura, e quella si riconosce.

1. Una fretta che non ammette pause

Chi chiama non ti lascia mai il tempo di pensare o di richiamare. Serve subito, entro dieci minuti, adesso. La fretta non è un dettaglio della storia: è lo strumento con cui ti impediscono di ragionare.

2. Ti chiedono di non dire niente a nessuno

«Non dirlo a mamma», «non chiamare papà», «è una cosa tra noi». Serve a tagliarti fuori dalla persona che con una telefonata smonterebbe tutto in trenta secondi.

3. Il modo di consegnare i soldi è strano

Contanti a un incaricato che passa a casa, una ricarica su carta prepagata, un bonifico istantaneo, buoni regalo. Sono tutti sistemi scelti perché una volta partiti i soldi non tornano indietro. Nella pagina dedicata alla truffa del falso nipote, la Polizia Postale segnala esattamente queste modalità.

Cosa fare quando succede

  1. Riattacca. Non devi essere gentile con chi ti sta chiamando. Riattaccare non è maleducazione, è la difesa.
  2. Richiama tu. Componi il numero della persona che dice di essere, quello che hai in rubrica. Non il numero da cui ti hanno chiamato.
  3. Chiedi una cosa che sanno solo in famiglia. Non una data di nascita: qualcosa che non sta scritto da nessuna parte. Il nome del cane di vent'anni fa, cosa avete mangiato a Natale.
  4. Non muovere soldi finché non hai sentito qualcun altro. Chiama un familiare qualsiasi. È il passaggio che salta chi cade nella truffa.
  5. Se hai già pagato, agisci subito. Chiama il 112 e avvisa la banca nello stesso momento: prima ci si muove, più margine c'è per limitare il danno.
Una parola concordata in famiglia

Sceglietene una adesso, che non serve. Una parola qualunque, che chi chiama davvero saprà dire e chi copia la voce no. Sembra una sciocchezza e invece è la difesa più solida che esista contro questa truffa.

Dove segnalare

I tentativi di truffa si segnalano alla Polizia Postale attraverso il portale commissariatodips.it, oppure recandosi in un ufficio di polizia o dai Carabinieri. Se la truffa è in corso in quel momento, il numero da chiamare è il 112.

Segnalare serve anche quando i soldi non sono partiti: è così che le forze dell'ordine capiscono quali raggiri stanno girando e in quali zone.

Se ti succede, non è colpa tua

Chi organizza queste chiamate lo fa di mestiere, ha un copione scritto e sa esattamente su quale tasto premere. Cascarci non significa essere ingenui: significa aver ricevuto una telefonata costruita per funzionare.

La cosa peggiore che puoi fare è vergognartene e non dirlo a nessuno. È esattamente quello su cui contano.

C'è anche la versione video

1:51, se preferisci guardarla.

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